Il film “Lupo Bianco”: quando il cinema diventa un aiuto umanitario

Alcune volte un film non solo racconta una bella storia carica di emozioni, sentimenti e mistero. Alcune volte un film va oltre e diventa strumento per diffondere un messaggio umanitario e per sensibilizzare lo spettatore, spronandolo a rimboccarsi le maniche e ad aiutare il prossimo.

Questo lo spirito di generosità che troveremo nel film “Lupo Bianco”, ideato da Diego Cammilleri, che ripercorre la vita del filantropo piemontese Carlo Olmo e che arriverà nelle sale cinematografiche il prossimo anno. Il Covid, purtroppo, ha rallentato la produzione. Pronta la sceneggiatura scritta da Stefania Beatrice Genova; pronte le musiche a cura di Serena Rubini, Marco Giva, Silva Poy e Francesco Cilione; pronto anche il regista Tony Gangitano. I casting si terranno a gennaio a Vercelli; poi al via le riprese tra Vercelli e provincia, Bergamo, Palermo e Roma.

Il film, peraltro, ha ottenuto il patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione: il prossimo anno scolastico verrà proiettato anche nelle scuole italiane, affinché la storia del benefattore piemontese possa essere da esempio e da monito per tanti altri ragazzi. Una vita dedicata al prossimo: questa la missione che Carlo Olmo sta portando avanti, diventando per la sua comunità un importante punto di riferimento.

Per i vercellesi Olmo da anni è un eroe: figlio adottivo di un facoltoso avvocato della città, da sempre ascolta ed esaudisce i piccoli e i grandi bisogni che giungono alla sua porta. Tanto che a marzo, nel pieno della pandemia, Olmo si è impegnato concretamente per contenere il contagio; ha chiesto l’aiuto della comunità cinese in Italia con la quale da tanti anni ha rapporti di amicizia e di reciproca stima che lo ha messo in contatto con il Governo cinese. Una liaison che ha consentito a Lupo Bianco di acquistare a proprie spese 160 mila mascherine (proprio quando le protezioni facciali erano introvabili) e di distribuirle gratuitamente ai cittadini, ai medici di famiglia, ai medici e agli operatori sanitari impegnati in prima linea negli ospedali e nelle case di riposo di Vercelli e dintorni. Carichi di mascherine sono state inviate anche ad alcuni ospedali della Lombardia e della Liguria. Un gesto encomiabile che ha permesso di contenere la diffusione del virus: per il suo intervento filantropico Carlo Olmo ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’onorificenza del Cavalierato bianco per il Covid.

Ma questo è solo l’ultimo degli slanci di generosità di Olmo che ha fatto della sua vita una missione a servizio del prossimo. Senza svelare troppi particolari (che scoprirete tra qualche mese al cinema) la vita del benefattore piemontese sotto alcuni aspetti sembra davvero un film.
Carlo è cresciuto in un orfanatrofio: non certo un’infanzia felice, ha conosciuto anche la violenza e il dolore. Poi un giorno l’arrivo di un noto avvocato di Vercelli che ha deciso di adottarlo crescendolo nell’amore e nell’altruismo. Carlo fin da ragazzo ha dimostrato uno spirito curioso e l’amicizia stretta per caso con un aiuto cuoco di un ristorante cinese di Vercelli gli ha cambiato radicalmente la vita, avvicinandolo alle filosofie orientali e alle arti marziali che da sempre lo accompagnano. Soprattutto nei momenti di buio interiore quando decide di lasciare l’Italia per trasferirsi in Cina dove approfondisce quella saggezza che poi decide di riportare in Italia diventando un punto di riferimento per la sua comunità.
A Vercelli ha inaugurato un’Accademia delle filosofie orientali aprendo le porte a tutti coloro che sono interessati, ma ha fatto della sua Accademia anche un punto di raccolta dei bisogni spirituali e materiali dei vercellesi.
Nella vita di Carlo non sono mancate anche esperienze al limite del paranormale come quando, pochi mesi prima dell’arrivo della pandemia in Italia, fu protagonista di strani eventi e percezioni all’interno della sua Accademia e della sua abitazione. Ma tutto questo lo scoprite quando “Lupo Bianco” arriverà nelle sale cinematografiche nel prossimo autunno.

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